Credo che ognuno di noi nella sua vita abbia  conosciuto o conosca persone separate o divorziate. Finchè la separazione avviene tra due adulti, senza figli, grandi problemi non ne esistono, i problemi iniziano quando di mezzo ci sono i figli.

Fortunatamente alcune coppie decidono di essere madri e padri ancor prima di essere donne e uomini e perciò mettono davanti il benessere dei figli, cercano di mettere da parte i rancori personali concentrandosi solo sulla prole. Può capitare che rimangano amici, che insieme crescano il loro bambino discutendo su quale può essere la cosa più giusta per lui, si frequentano con le relative famiglie facendo vivere il figlio serenamente in una famiglia allargata. Insomma tutto sommato accettano la loro situazione personale per il benessere del bambino e vivono tutti “felici e contenti”.

In altri casi, la massa, i padri si disinteressano completamente dei figli, non passano gli alimenti, non si preoccupano della loro salute, del loro andamento scolastico, spariscono per mesi senza farsi ne vedere ne sentire e la madre deve diventare bi-genitore assolvendo il ruolo di madre e di padre. Ovviamente è giusto che tali padri vengano condannati, in quanto quando si mette al mondo un figlio si hanno sì diritti ma anche doveri e responsabilità. Ma oltre a questi casi limite nel mezzo c’è una buona percentuale di padri che non solo passano regolarmente gli alimenti, ma cercano di passare più tempo possibile con i figli, si preoccupano per le loro attività scolastiche e parascolastiche, per la loro salute, cercano di essere presenti in ogni cosa, ovviamente per quanto il fatto di non vivere insieme ai figli lo consenta. Alcune donne, passato il primo periodo di rancore, riconoscono che il fatto che si siano separati non vuol dire che il padre si sia separato dal figlio e che, anzi, non avendo più discussioni e liti e vivendo una vita serena anche il loro bambino possa trarre vantaggio da un uomo, con cui magari non si è andati d’accordo, ma che comunque è un buon padre. Altre donne invece, tante, tantissime, pur avendo davanti un uomo che si preoccupa per i suoi bambini, che passa regolarmente gli alimenti, che è corretto in tutto e per tutto cercano di ostacolare il rapporto padre-figlio. I modi per ostacolarli sono tra i più vari: parlano male del padre davanti o al figlio, cercano di ostacolare le visite paterne, di ostacolare i contatti telefonici, di escludere il padre dalla vita scolastica del figlio, dalla salute, cercano di far perdere quel contatto padre-figlio che invece è sancito dalla legge come indispensabile affinché un figlio cresca serenamente. Molte volte asseriscono il falso, cercando di coinvolgere chi gli è vicino, e questo riesce meglio più riesce meglio il fatto che il padre non riesca ad avere notizie sui figli. Si mente ai figli, cercando di oscurare la figura paterna, anche laddove la verità sia, per ovvie ragioni, dimostrabile. In guerra tutto è lecito! Perché è a questo che si arriva ad una vera e propria guerra psicologica.  Ovviamente questo non può essere ricondotto al benessere “del minore” di cui invece leggi, giudici, avvocati, e a volte anche genitori, si riempiono la bocca. Normalmente quando si arriva alla fase “c’eravamo tanto amati” ne sussegue immancabilmente quella “ e ora ti lascio in mutande e se vuoi vedere tuo figlio devi fare ciò che dico io”. Riassumendo, in modo forse un po’ forte, il concetto è e rimane quello. Non ha alcun valore la correttezza dell’altra parte, proprio nessuno, perché quando si incontra una ex così non c’è nulla che un uomo possa fare se non cedere a ricatti, cattiverie, e a quant’altro per amore dei figli, per riuscire a godere, se pur nel dolore di non poterli vivere appieno come si vorrebbe, della compagnia dei propri bambini. Logicamente non ha alcuna importanza che si abbia l’affidamento congiunto (o condiviso) o meglio, in quel caso i padri potrebbero rivolgersi al giudice per contestare le inadempienze della moglie ma raramente ciò viene fatto perché oltre a dover passare gli alimenti e a concorrere alle varie spese per i figli, a doversi magari pagare un affitto o un mutuo perchè la casa è spettata alla ex moglie per tutelare il figlio,  il padre si troverebbe ad avere le spese processuali, perciò o uno, al giorno d’oggi, è milionario oppure è una cosa che rimane giusto su carta. Qualche mese fa, sentenza rara quanto importante, una madre fu condannata a risarcire il figlio e perse la custodia, perché non aveva fatto vedere il figlio al padre, durante le visite a lui spettanti, per mesi. Un’altra sentenza condannò una mamma che, al rifiuto della figlia di vedere il padre, non era intervenuta per facilitare gli incontri.

Ma diciamocelo pure… non è la norma e in Italia non è ancora così usuale. Le cose, forse, stanno cambiando, dando ad entrambi i genitori egual diritti e doveri ma prima di avere un cambiamento vero passeranno altri decenni. Girovagando su Internet mi sono imbattuta in questo blog che dà un nome ben preciso alle varie cattiverie che una madre affidataria svolge nei confronti di un padre che ama suo figlio e che vorrebbe tenere un buon rapporto con lui :“Sindrome Mamma Malevola”. Non sapevo nemmeno esistesse ma in questo articolo vengono raccolti tutti i “sintomi” della Sindrome e cosa del tutto sorprendente i “sintomi” sono davvero molto comuni ad un ampia percentuale di separazioni e/o divorzi nel quale il genitore affidatario è la donna.


17 Responses to “Padri che non divorziano dai figli”  

  1. 1 Daniele Verzetti, Rockpoeta

    Con buona pace di quei padri veri che vorrebbero solo poter dare amore al loro figlio o alla loro figlia.

    Qualcosa a livello giurisprudenziale si sta muovendo ma ancora poco.

  2. 2 chit

    Ho visto persone “trasformarsi” caratterialmente in fase di divorzio, essere accecati dal proprio io infischiandosene di figli, partner, doveri e leggi, il tutto (spesso) per la gioia degli avvocati.
    Mi vengono i brividi solo a pensarci …

  3. 3 Politicrack

    “ e ora ti lascio in mutande e se vuoi vedere tuo figlio devi fare ciò che dico io”.

    Precisa al millimetro Giorgia.
    E’ esattamente cosi’.
    Un inferno.

  4. 4 giovanna

    interessante il sito..
    vero che oggi alcuni padri sono quelli che soffrono di piu’ dopo la separazione. Forse i figli vengono affidati alle mamme perche’ si pensa che possono prendersi piu’ cura, hanno piu’ dimistichezza nel farlo crescere…penso ma non so’ se e’ questo il motivo.
    Ci sono molti padri disinteressati come molte mamme, il problema vero in tutte le storie di separazioni ce l’hanno solo i figli, e questo mi dispiace molto.
    Ho letto che spesso i bambini di genitori separati, nel crescere hanno anche una doppi personalita’, forse quelli che hanno vissuto il distacco da piccoli, hanno ascoltato i litigi, si sono chiesti del perche’ i loro amici sono una famiglia e loro no..

    non saprei dire a parole altro, ma dentro di me sento che e’ una situazione triste e complicata

    buon week end

  5. 5 Giorgia

    @Daniele: è vero anche se a livello giurisprudenziale si sta muovendo così poco da essere quasi impercettibile. Su 15 persone che ho conosciuto e/o conosco tuttora solo un padre è riuscito ad avere l’affidamento del figlio e ha dovuto vendere due case per averlo. Pur avendo prove alla mano che la madre per motivazioni legate al suo stile di vita e abitudini personali (non proprio lecite) non poteva essere e non era stata una buona mamma.

    @Chit: è capitato anche a me di vedere persone così però sinceramente non so se è un “trasformarsi” o se è invece un modo di essere che c’è sempre stato e che viene fuori in quel momento, accecati dal rancore, odio e quant’altro. Tenderei ad essere propensa per la seconda ipotesi.

    @Politicrack: sì è proprio così anche se forse l’ho scritto in modo nudo e crudo ma credo che non si possa descrivere diversamente.

    @Giovanna: Credo che il motivo è che in Italia siamo un paese cattolico e perciò si ha ancora la mentalità del figlio=madre. In altri stati europei le cose non stanno più in questo modo da tempo, perchè il fatto di mettere al mondo un figlio non significa per forza essere delle bravi madri. Grazie a Dio un’alta percentuale lo è e lo rimane al di là delle separazioni e/o divorzi però il fatto di essere dei bravi genitori non è un fatto acquisito solo perchè si ha un bambino. E’ una cosa che una persona ha dentro, o lo sei o non lo sei, non lo acquisisci automaticamente perchè diventi madre o padre. Tra le persone che conosco, solo una donna ha fatto mettere all’atto di divorzio sotto la voce visite paterne “il padre potrà vedere la figlia quando vuole” senza ne giorni, ne orari, ne vincoli. Le altre se ne son ben guardate dal dare libera scelta al padre e si sono ben attenute ai giorni per legge, salvo qualche rarissimo caso dove magari ti danno il figlio 10 gg in più del normale. Ma di certo non lasciano la libertà di vedere i figli quando si vuole. Sempre la stessa donna a livello economico non ha lasciato in mutande il marito ben sapendo che spettandole la casa il marito avrebbe dovuto cercarsene un’altra e pagarla, le rimanenti non solo se ne son ben fregate se il marito avesse o meno un tetto ma stavano a litigare per un piatto anzichè un bicchiere pur di lasciare all’ex coniuge il meno possibile (a volte nemmeno le proprie cose personali).
    Indubbiamente come giustamente fai notare le uniche vittime sono i figli. E’ vero: in alcuni casi i figli si sono dovuti “sdoppiare” tra due famiglie in contrasto tra loro, per un discorso di sopravivvenza, hanno avuto problemi di personalità che però in molti casi, col sopraggiungere della maturità, riescono a risolvere. In altri casi invece, per fortuna, i bambini hanno dimostrato molta più maturità e forza personale dei genitori. L’unica cosa certa è che nei casi dove una delle due parti parla male dell’altra, i figli tendono a difendere la parte offesa. E anche situazioni di questo genere, dove uno dei due parla male dell’altro ai figli, dovrebbero essere perseguite giacchè si lascia nel bambino un forte trauma psicologico visto che nessun bimbo normalmente sceglie tra l’amore dei due genitori (ovviamente salvo casi particolari). Questo dovrebbe essere ben chiaro in ogni genitore, se non altro per il bene del figlio: il bambino non sceglie! Invece, in questo tipo di situazioni se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori (es: il padre è imbottigliato nel traffico e ritarda? “Vedi tuo padre non ti vuole bene, chissà dove cavolo è andato” anzichè magari spiegare ciò che potrebbe capitare a chiunque tutti i giorni “è nel traffico, sta arrivando”). Come si può pensare che questo sia “il bene” del figlio? Come si può pensare che, al di là che ciò non sia vero, queste frasi non lascino segni indelebili? Il “diritto del minore”, il “benessere psicofisico del minore” sono e rimangono solo frasi scritte ma nulla di più. Il diritto a poter avere, conoscere e vivere entrambi i genitori dovrebbe essere un diritto di ogni bambino, sancito e sopratutto tutelato dalla legge in ogni sua sfumatura senza dare possibilità ad alcuno, sia madre o padre, di usare i figli come arma di ricatto, cosa che invece avviene quotidianamente.

  6. 6 Giorgia

    Ops… ho corretto il link all’articolo perchè mi sono accorta che non si apriva! Sorry ;)

  7. 7 Camelot Destra Ideale

    “in quanto quando si mette al mondo un figlio si hanno sì diritti ma anche doveri e responsabilità”
    Se fossimo una società sana, ogni genitore - dal momento che diventa tale, e sceglie di dare vita -, dovrebbe avere solo doveri verso la prole…
    Ma è pura utopia..purtroppo

  8. 8 Giorgia

    @Camelot: ovviamente concordo con te, anche se in caso di separazioni e/o divorzi il genitore che non vive con il proprio figlio dovrebbe avere anche dei diritti. Es: quello di poter stare con il proprio figlio, di potersi occupare di lui, di poterlo seguire nella sua vita (scolastica, parascolastica, medica in alcuni casi) etc.
    Il fatto di separarsi o divorziare non significa necessariamente separarsi dai figli, ci si separa dal coniuge dai figli mai.

  9. 9 Stefania

    Ciao Giorgia,

    un bellissimo articolo.

    Dunque la patchwork-family è il futuro?
    Mhm. Forse.

    Riguardo le mamme che cerchano di distruggere il rapporto del figlio con il padre:
    non so se averne pietà o se disprezzarle.

    Una buona domenica a te!

    Stefania

  10. 10 Giorgia

    @Stefania: patchwork-family come futuro non lo so, però si sta tentando di andare in quella direzione e sicuramente se si mette davanti il benessere dei figli, come dovrebbe essere, sarebbe auspicabile. In Italia siamo sempre in ritardo su tutto ma mi auguro vivamente che si vada in quella direzione.

  11. 11 Daniele Verzetti, Rockpoeta

    Per Stefania: visto che fanno soffrire altre persone opterei per il disprezzo.

  12. 12 deluda

    Mi interessava sapere a quale sentenza ti riverisci quando dici ” Qualche mese fa, sentenza rara quanto importante, una madre fu condannata a risarcire il figlio e perse la custodia, perché non aveva fatto vedere il figlio al padre, durante le visite a lui spettanti”.
    puoi fornirmi qualche indicazione? anche solo il mese.E’ molto importante!!!!
    Grazie

  13. 13 Giorgia

    Ciao Deluda,
    il caso a cui mi riferisco è quello del pediatra di Varese che nel Settembre 2007 è riuscito a far costituire parte civile il figlio di 6 anni perchè la madre non rispettava i diritti di visita paterni, non facendosi trovare dall’ex marito nei giorni in cui doveva vedere il figlio.
    Da ciò che avevo letto la madre fu obbligata a risarcire il figlio e le avevano tolto l’affidamento però non so come si , e se è finita, è conclusa la vicenda visto che la signora aveva 6 procedimenti penali in corso (dovuti all’ex marito). La notizia era stata pubblicata su tutti i quotidiani ed il padre in questione era anche stato ospite, insieme al suo avvocato, del Maurizio Costanzo Show. Sicuramente il segnale dato dal giudice in quell’udienza fu molto forte e a mio parere giusto.
    Non so per cosa ti servano queste info, indubbiamente non può essere considerata corretta la crescita di un figlio senza le figure di entrambi i genitori, senza che entrambi siano nella sua vita. Questo dovrebbe essere il diritto di ogni bambino e un dovere di ogni genitore.

  14. 14 Roberta

    Io, personalmente ho un’espierienza di genitori separati. diciassettenne ribelle, antipatica, cruda, forte in apparenza e puntigliosa nelle risposte mi sono rifiutata di amare mio padre come arei dovuto e ancora oggi non ci riesco. ho passato gli ultimi 4 anni della mia vita a cercare di ELIMINARE tutto ciò che di mio padre vedevo nel mio carattere, così mi sono plasmata, e da tredicienne dolce e insicura sono diventata un animale arrabbiato e lo sono ancora adesso, lo ammetto. Spesso ho inventato scuse per non incontrarlo, mia madre invece mi ha sempre spinta verso di lui. Delle sue lamentele non ne voglio sapere, sarò anche egoista, ma francamente presto mi sono stancata di vedere le sue lacrime da uomo vigliacco e piagnucoloso. No, mamma non se lo meritavo e sinceramente nemmeno io e mio fratello che comunque ha continuato ad amarlo, io no. Non io. Sono stata infelice, ho smesso di piangere e di mostrare le mie fragilità a chiunque e ho rifiutato di amare chiunque anche i miei amici. Non ho amato neppure me stessa. Mi sono ribellata a modo mio, ho cercato di cambiare e sono stata infelice, solo adesso sto recuperando il mio vero IO ma è difficile, e non so nemmeno se voglio tornare ad essere quella tredicenne. Io vorrei divorziare da mio padre…

  15. 15 Giorgia

    Roberta, da ciò che scrivi la tua sofferenza si percepisce e credo che tua mamma sia una GRAN mamma perchè spingendoti verso tuo papà ha messo l’amore che ha per te prima di qualsiasi cosa. Non credo tu possa mai “divorziare” da tuo padre, potrai far finta che non esiste, cercare di lasciarlo fuori dalla tua vita ma è parte di te. Pochi giorni fa ho sentito una bambina di 10 anni dire al suo papà “io non ti conosco, non so che carattere hai anche se ti vedo spesso, vorrei stare tempo con te per conoscerti meglio” , il padre è rimasto allibito ma la bambina è stata coraggiosa e ha fatto bene. Risultato? Il padre si è dato una “svegliata” e ha capito che oltre al vedersi spesso c’era qualcosa di importante da ri-costruire con sua figlia. Purtroppo non ci viene dato un manuale ne per essere figli ne per essere genitori e tutti possiamo sbagliare anche se in buona fede, a volte può essere menefreghismo o poco amore è vero, altre però può essere che una persona ce la mette tutta pensando di fare “bene” mentre i figli vogliono qualcosa di diverso, ma una seconda possibilità ce la meritiamo tutti: figli e genitori. Credo che sia sempre meglio “urlare” il nostro dolore e farlo capire chiaramente piuttosto che tenercelo dentro e soffrire in silenzio, solo così dall’altra parte nessuno potrà dire “non ti avevo capito, non lo sapevo” e si potrà ricostruire qualcosa se c’è qualcosa da ricostruire o chiarirsi se c’è qualcosa da chiarire.

  16. 16 Paola

    Sono la mamma di un bimbo di 16 mesi, la cosa più bella che potessi fare nella mia vita.
    Ho deciso di portare avanti la gravidanza nonostante suo padre mi faceva pressione alfine di farmi abortire. Incalzava giorno dopo giorno …..voleva l’aborto.
    Sono stata piantata su due piedi al terzo mese, dopo due giorno è tornato dicendo che voleva fare il padre, da lì l’incubo !
    A sette mesi, ho rischiato di perdere il bambino a causa di continue violenze psicologiche……….
    A tre mesi dalla nascita di mio figlio mi è stato detto che il bambino è un errore e che è tutta colpa mia se lui è al mondo.
    Oggi, a 16 mesi dalla nascita, dopo esserne fregato altamente di noi per otto mesi, si è presentato dicendo di voler fare il padre. Padre ???????
    Ed io, per legge, sono obbligata a farglielo vedere, facendo violenza su di me, destabilizzandomi.
    Sono sola, devo lavorare, e non riesco ad essere lucida per poterlo fare !!!
    Sto vivendo un incubo …………
    Sono stanca di leggere di padri che soffrono perché non possono vedere i figli.
    Io non voglio medaglie all’onore per aver messo al mondo un figlio da sola, desidererei soltanto essere rispettata per tutta la sofferenza vissuta, invece le autorità mi stanno addosso e mi violentano impondemi delle cose che in questo momendo non me la sento di fare.

  17. 17 CLARA VIANELLO

    Buongiorno,
    leggo e rileggo in ogni parte su internet, che sono sempre le donne che mettono in cattiva luce i padri e che se manifestano che non sono buoni padri allora mentono… Io sono una mamma disperata di un bbambino di sette anni che sta con un padre che gli parla continuamente male di me e del mio nuovo compagno.. Che gli dice che non mi interessa nulla di lui… se per caso mio figlio vuole tornare a casa prima lo ricatta psicologicamente dicedogli che se lo riporta prima non lo lascia più entrare in casa sua come ha fatto con sua madre (me) e che gli brucia i giochi… Lo lascia a casa di notte da solo… Mio figlio, quando è con lui, non mi racconta nulla al tel perchèè ha paura delle reazioni di suo papà… Io che dovrei fare??? Ho le mani legate. Devo mandare mio figlio da suo padre anche se non vuole e se ci sta male perchè non posso dimostrare un bel niente e se provo a dire qualcosa sembro la donna che non vuole far vedere suo figlio al padre.. Chi protegge mio figlio in questo caso? Vorrei solo fosse sereno, non mi preoccuperei di niente se fosse un bravo papà… e quando non lo sono? e quando davanti alla gente sembrano i papà più premurosi del mondo e poi in casa sono continue violenze psicologiche? Chi protegge il mio bambino da tutto questo??

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