Per chiunque abbia letto “I complici” di Abbate e Gomez gli arresti avvenuti ieri alla Calcestruzzi SpA non sono stati certo una sorpresa giacchè nel libro-inchiesta si parlava già della Calcestruzzi e del gruppo Ferruzzi. Se già anni fa il pentito Leonardo Messina, interrogato da Di Pietro, disse che Riina teneva i suoi soldi nella Calcestruzzi Spa (pag. 192 del libro) e ieri il management della stessa Calcestruzzi (oggi la società fa parte della Italcementi) è stato arrestato perché in odore di Mafia c’è da credere che tutte le società citate durante il processo Provenzano, ancora in atto, verranno vagliate e controllate. Le società incluse nel libro di Abbate e Gomez sono molte, alcune erano emerse già ai tempi di Falcone e Borsellino, altre durante i più recenti interrogatori dei vari pentiti di mafia. Sicuramente le indagini proseguiranno con gli interrogatori di fornitori e clienti di suddette società, così come avvenne durante “Mani Pulite” per quanto riguardava le tangenti. Sarebbe auspicabile che chiunque lavori nel settore edile, navale e alberghiero dia una lettura al libro di Abbate e Gomez onde evitare di trovarsi “sorprese” inaspettate e di fornire magari società i cui capitali verranno bloccati, per ovvie ragioni.
“I complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez
6 Comments Published January 21st, 2008 in Politica, Libri e autori, CronacaQuando uscì questo libro ne lessi alcune recensioni sul web e decisi di prenderlo. Ne avevo già letti molti che trattavano l’argomento Mafia e sinceramente non mi aspettavo nulla di diverso da ciò che avevo già letto perciò lo misi nella mia libreria, aspettando di avere più tempo libero per leggerlo. Lessi sui quotidiani della bomba messa sotto l’auto di Lirio Abbate (qui e qui), uno degli autori, e perciò mi affrettai ad iniziarlo e l’ho finito proprio il week end scorso, combinazione in concomitanza con quanto la magistratura ha deciso per Cuffaro (5 anni), personaggio che figura nel libro e accusato dal pentito Francesco Campanella.
Personalmente non capisco la bomba indirizzata al giornalista Lirio Abbate, la Mafia dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio dovrebbe ben sapere che minacciare o uccidere personaggi pubblici non fa altro che creare simpatia intorno a loro da parte delle persone comuni. Ma forse la storia non insegna… comunque, chiudendo la parentesi, ritorniamo al libro.
Ne “I complici” gli autori presentano una “carrellata” di avvenimenti partendo dagli anni ’80 ad oggi, a differenza di ciò che avevo letto in alcune recensioni dove si faceva solo il nome di Forza Italia (che si volesse strumentalizzare pure questo? Che forse non si sia letto il libro? Mah!) come partito citato nel libro i partiti inclusi nel libro sono molti di più: DC, PCI, FI, UDEUR, UDC, PDS, DS… forse ne dimentico altri, fatto sta che a leggere questo testo si verrebbe proprio da chiedersi: ci sono proprio tutti? Logico, superfluo dirlo, si parla di alcune persone legate a questi partiti (non tutte le persone che ne fanno parte sono mafiose), deputati, consiglieri comunali, consiglieri regionali, senatori, ministri e non so quante altre figure che in un modo o in un altro hanno a che fare con la politica. Ovviamente non c’è alcuna distinzione tra destra o sinistra (questa distinzione siamo abituati a farla noi ma non la mafia), sono tutti nel calderone. Si parla di edilizia, di appalti, di coop rosse (interessante, al proposito, le visioni differenti di Riina e Provenzano), di intrecci politico-mafiosi, di avvenimenti all’interno della mafia. Leggendo il libro si disegnano scenari di ogni genere e più il lettore si addentra nella lettura, proprio come fosse un romanzo, più si addentra in intrecci e situazioni politico-mafiose con personaggi più o meno noti.
Spesso mi chiedo come si possa parlare di Mafia senza parlare di politica, come sia possibile che ancora oggi nel 2008 molti cittadini pensino ancora ai mafiosi come persone ignoranti, che non parlano italiano, che magari sono sanguinari pecorari o contadini, come persone sopravalutate dalla società. Ecco, leggendo “I complici” si può ben capire come la Mafia SpA sia ben altro, persone colte, istruite, che parlano correttamente italiano e magari qualche altra lingua straniera, da non sottovalutare, che entrano nella nostra vita quotidianamente (e noi magari nemmeno ce ne accorgiamo) in molti settori.
Credo sia molto interessante un passo del libro (pag. 135)
“<<A Bagheria non c’è mai stata distinzione tra mafia e politica, qui la mafia non è mai stato un contropotere, è sempre stato il potere>> spiega ai cronisti del “Diario” che lo vanno ad intervistare Vincenzo Drago, ex corrispondente del quotidiano “L’Ora”, ex consigliere comunale comunista, oggi animatore del periodico locale “Il nostro Paese” “.
Se questo si può dire di Bagheria, sarebbe logico pensare che questo concetto si possa estendere ad altri comuni in tutta Italia, perché la Mafia non è solo in Sicilia.
Sul sito dell’editore Fazi si può ascoltare l’intervista ai due autori Abbate e Gomez, mentre qui si può ascoltare l’intervista fatta a Ichino e Abbate che entrambi vivono sotto scorta (Abbate in questa intervista parla anche della bomba che gli hanno piazzato sotto l’auto).
Qui invece potete ascoltare (e notare che non sono certo contadini ignoranti) il processo del pentito Francesco Campanella (e di altri vicini a Provenzano), affiliato al clan dei Mandalà, processo del quale nel libro si trovano parecchi passaggi.





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