Un mese fa (più o meno) leggevo la recensione del suo libro “Pasque di sangue” sul Corriere della Sera. Avevo guardato la sua intervista a Matrix ed ero rimasta affascinata dalla personalità di quest’uomo. Non avrei mai immaginato che questo libro, pubblicato in Italia da Mulino edizioni, avrebbe scatenato tutte le reazioni che ci sono state in seguito. Ariel Toaff, ebreo e insegnante universitario a Tel Aviv è stato accusato di alimentare l’antisemitismo, ora vive sotto scorta. Cose dell’altro mondo per me che sostengo la libertà di stampa, di parola, di pensiero… insomma sono per la libertà in quanto tale. E per un libro si fa vivere un uomo sotto scorta, si chiede in modo velato che il libro venga ritirato, non mi piacciono questi atteggiamenti da “censura”. Io amo leggere tutto e il contrario di tutto, voglio avere la possibilità di decidere con la mia testa dove sta la verità, voglio poter leggere tutti i punti di vista su ogni argomento per farmi la “mia” idea su un argomento. Questa è libertà! Rendere impossibile la divulgazione di un libro non lo è…

Io vado sempre alla ricerca di ciò che viene censurato, perché voglio sapere il motivo della censura, perché se un libro viene ritirato o censurato c’è qualcosa che qualcun altro non vuole che io sappia e perciò io invece voglio sapere! Se un uomo vive sotto scorta per aver pubblicato degli studi che ha fatto, giusti o sbagliati che siano, io mi sento in dovere di leggere il suo testo, perché se a lui è stata tolta la libertà almeno gli è stata tolta perché qualcuno ha letto ciò che ha scritto e non gli è stata tolta per nulla.