Interessantissimo post quello di Ivo Silvestro che commento qui visto che il commento sarebbe troppo lungo. Personalmente credo che la Bibbia vada letta come un qualsiasi libro per farsi un’idea corretta, il testo deve essere collocato nel periodo storico in cui è stato scritto considerando le tradizioni e le usanze dell’epoca. E’ vero come sostengono alcuni che molti credenti non lo leggono considerando queste cose, ignoranza loro? Mah forse o forse più semplicemente la chiesa non ha interesse a dire “al popolo” che la lettura di questo testo dovrebbe essere fatta in un altro modo. I credenti che si riuniscono ogni domenica ad ascoltare la voce del Papa non sono teologi, perciò forse una maggior chiarezza sarebbe dovuta. Si parla di allegorie, è vero la Bibbia ne è piena è pur vero che le allegorie della Bibbia dovrebbero essere lette in base alle usanze dell’epoca mentre in realtà vengono usate da millenni per adattarle alle varie società che si susseguono nei tempi.  Molti credenti credono che Gesù sia il fondatore del Cristianesimo mentre è risaputo che Gesù era ebreo, che non considerava la domenica un giorno di riposo ma il sabato, che ogni cosa che faceva la faceva seguendo l’ebraismo. Si è data alla figura di Gesù un senso divino, mentre sia l’ebraismo che l’islam entrambe monoteiste parlano di profeti e non di un uomo divino, il popolo che per eccellenza credeva nell’uomo divino erano gli antichi romani che paragonavano l’imperatore ad un dio. I testi da includere nella Bibbia furono, infatti, scelti sotto l’impero dell’imperatore romano Costantino, che era tutt’altro che cristiano e che venne battezzato solo in punto di morte. E se è indubbio che Gesù fosse ebreo e che come tale non si poneva al pari di Dio da dove deriva allora la religione cristiana? Non certo dal culto di Gesù su cui invece si basa la chiesa cattolica. Nel nuovo testamento ci sono solo 4 vangeli, mentre i vangeli trovati nei secoli sono ben più di 4 e allora perché non sono stati inseriti gli altri? Perché davano alla figura di Gesù una parvenza umana e non divina?

La Bibbia non solo è stata scritta da persone, perciò soggetta ad errori umani, ma è stata scritta da persone che sono vissute molti anni dopo Gesù e che hanno scritto i vangeli in base a tradizioni, leggende e fatti tramandati oralmente.

Ma forse basterebbe leggere la Bibbia come un libro al di là della fede, senza voler trovare a tutti i costi risposte che solo la fede del singolo individuo potrebbe dare per farsi un’idea più chiara. Non è forse scritto nella lettera di Paolo ai Galati:

“mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà non ce n’è un altro; soltanto vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema!”. ( Gal. 1,6-9)”

Di quale vangelo parlava Paolo in questa lettera? Parlava forse dei vangeli che davano una visione umana di Gesù?

  

E ancora dalla Lettera ai Galati:

“Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro se non Giacomo, il fratello del Signore” (Gal. 1,15-19)

“Anzi visto che a me era stato affidato il Vangelo per non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi” (Gal. 2,7)

Sono abbastanza singolari le parole di Paolo in questo frangente, singolari perché parla di un incarico avuto direttamente da Dio come suo Figlio per predicare in mezzo ai pagani non circoncisi quando era usanza comune che gli uomini venissero circoncisi. Parla di aver ricevuto un vangelo per i non circoncisi mentre Pietro avrebbe ricevuto quello per i circoncisi. Due vangeli diversi? O forse Paolo stava creando una religione completamente diversa da quella sino ad allora predicata da Giacomo e gli altri apostoli?

Domande, dubbi, contraddizioni che però si possono leggere solo leggendo la Bibbia come un libro, al di là della fede di ognuno.

   

Quello che gli atei non dicono?

Sfogliando Famiglia Cristiana di questa settimana mi sono imbattuta nell’articolo “quello che gli atei non dicono”, pagine 96 e 97, scritto da Fulvio Scaglione.

L’autore dell’articolo si chiede come mai escano tanti libri che attaccano fedi e cristianesimo e propone le SUE ipotesi o i suoi sospetti come preferisce chiamarli l’autore:

della prima cito interamente il pezzo: <<questa Chiesa incline a prendere posizione sui grandi temi della coscienza e della vita collettiva, indisponibile a trattare sui valori fondamentali, non timida di fronte allo strumento politico (vedi referendum sulla procreazione assistita) quando questi serva a riaffermarli, è una Chiesa che da fastidio a molti.>>

Ecco, solo da questa ipotesi credo che l’autore possa trovare la risposta ai suoi dubbi. La Chiesa può e deve verso i suoi credenti esporre le sue idee ma se ciò è limitato solo ai suoi credenti e se questo non intacca la politica interna di un intero Stato, come l’Italia. Questi signori possono prendere, Bibbia alla mano, e interpretare un libro sacro a modo loro per ogni problema quotidiano, cercando di dare spiegazioni su ciò che succede nel mondo con la Bibbia, possono anche scrivere editoriali (pag. 25 di Famiglia Cristiana) dove asseriscono che nella Bibbia era già scritto secoli fa qual è il problema della politica di oggi. Possono fare tutto ciò che vogliono nelle loro chiese, sui loro giornali e tra i propri fedeli ma fermarsi lì, senza avere la presunzione di poter decidere quale politica interna ed estera uno Stato deve applicare nella salvaguardia di milioni di persone, tra cui non ci sono solo i fedeli. Fermare il progresso e lo sviluppo politico di uno Stato non è cosa che compete alla Chiesa.  Forse questi signori dimenticano troppo velocemente, forse questi signori dimenticano che mentre scaldavano le poltrone dei salotti televisivi per censurare questo o quel libro (non dimentichiamo il casino fatto per il Codice Da Vinci, un best seller) difendevano e nascondevano i loro preti pedofili.

Ovviamente l’autore si pone altre ipotesi: che gli atei ce l’abbiano con l’Islam, che siano un po’ “i cugini” degli islamofobi. Perciò se ce l’hanno con l’Islam perché la vedono come religione cattiva fanno di tutta l’erba un fascio e ovviamente possono pensare che anche il cristianesimo lo sia. Anche qui vorrei rinfrescare la memoria all’autore: dimentica forse le guerre fatte dalla Chiesa in onore del Cristianesimo?  L’autore scrive che gli islamofobi li affliggono da un po’ di anni… caro mio ognuno ha le sue croci, voi avete gli islamofobi noi abbiamo la Chiesa in Italia che è croce ben più grande e pesante.

In ultimo, ma non per importanza, c’è sempre quel tono da “onnipotenti”: come fa un ateo a difendere certi valori? Come può un ateo non essere <<ostile all’idea madre dell’Occidente>> se è ostile alla religione? E qui l’autore ha perso un punto importantissimo: per fortuna gli uomini “giusti”, che difendono alcuni valori, ci sono anche tra gli atei, tra gli gnostici, tra chi non crede nella Chiesa e nei suoi uomini. Forse si è più ostili alla Chiesa che non alla religione e di certo la Chiesa con i suoi continui “attacchi” a tutto ciò che succede nella letteratura, nella politica non fa altro che  creare ostilità.

L’articolo si chiude con l’ipotesi che l’avversità della letteratura verso la fede e la religione sia un mezzo per avvallare ciò che ne deriva dalla politica americana creata con i neocon. La quale ovviamente ha l’unico scopo di tirare batoste all’Islam giustificando guerre errate e quant’altro e che dà un’immagine decadente all’Europa. Meno male che abbiamo la Chiesa che invece dà un’immagine immacolata della nostra cara Europa.

Navigando su Internet sono incappata in questo sito http://www.missioneperte.it/giovani/giogo.htm

dove spiegano, Bibbia alla mano, perchè non bisognerebbe sposare un non credente. Addirittura si parla delle ripercussioni religiose che i figli potrebbero avere vivendo con un padre gnostico o che non crede in Dio. Le conclusioni perciò sono presto fatte “Quei credenti che entrano il matrimonio con un non credente non faranno mai l’esperienza della pienezza e ricchezza del matrimonio così come Dio l’ha inteso. Non proveranno mai il piacere della vera intimità o della benedizione di una famiglia unita dall’impegno comune ad amare Gesù.”

E pensare che sinora ci hanno propinato che solo i mussulmani parlassero di “infedeli” e poi toh…ecco qui i cristiani che non hanno nulla da invidiare a nessuno.  Premesso che pur essendo stata battezzata, pur avendo fatto comunione e cresima sono arrivata all’età di quasi 36 anni dove non saprei come reputarmi… gnostica? atea? mah poco importa. Certamente ho collocato gli eventi narrati dalla Bibbia in un contesto storico, ho letto tutto ciò che è stato pubblicato in Italiano e che è stato tacciato dal consiglio di Nicea ad oggi e ciò che è stato scoperto sul Mar Morto mezzo secolo fa.

Pur volendo spogliare di ogni evento storico i testi Sacri, senza considerare le usanze, il periodo storico, se alcuni avvenimenti storici citati nelle Sacre Scritture siano realmente accaduti o meno, prendendo per buono ciò che è stato rivisto e modificato da persone che sono vissute dopo Cristo e che non erano presenti durante la sua vita e perciò parlando solo di ciò che può essere un aspetto prettamente religioso mi chiedo ancora… ma le religioni non dovrebbero trasmettere amore e tolleranza? Non potrebbe un uomo non credente essere corretto e giusto come un qualsiasi uomo credente? Il tono apocalittico con qui è stato scritto questo articolo lascia intendere chiaramente che non potrebbe essere possibile e la Chiesa intanto continua a raccontarci le sue favole, come sempre.